NUTRIZIONISTA bologna, diete personalizzate

Nutrizionista Bologna, Diete Personalizzate, Diet Coach

Spesso parlando di integrazione, si entra un mondo caotico, in cui più ne prendi meglio è. Purtroppo non è proprio così, o meglio ci sono alcuni integratori che consiglio in quanto l’alimentazione moderna non ne consente una assunzione sufficiente, o a volte anche in condizione di transitorie correggibili con una supplementazione ciclica. Distinguiamo tra gli integratori da me consigliabili come nutrizionista, che hanno un potere terapeutico ma non hanno necessità di prescrizione da parte di un medico per l’acquisto. Altre sostanze, anche quelli che a bassi dosaggi sono consigliabili in quanto integratori, ad alti dosaggi possono diventare un vero e proprio farmaco a volte ad azione ormonale (vedi ad esempio la vitamina D a dosaggi superiori a 10.000 UI/giorno.

COSA DEFINISCE UN INTEGRATORE

Un integratore o supplemento è un prodotto contenente in forma concentrata alcune sostanze nutritive che possono essere carenti nella dieta del soggetto ed appunto essere integrati per ripristinarne la corretta presenza: vitamine o minerali, fibre, aminoacidi, acidi grassi, estratti vegetali, antiossidanti.  Tutti questi integratori, per la legge devono essere ben distinti e distinguibili dai farmaci, proprio per non darne agli occhi degli utenti un potere curativo, che è riservato ai farmaci. Infatti viene riportato sulle confezioni, come proprietà “può contribuire a…” senza proprietà specifiche.

Chi può consigliare l’uso di integratori?
Non esistono definizioni precise su chi possa consigliare gli integratori. Le limitazioni sulla prescrizione a norma di legge sono riservate ai medici. Pur non essendo previste limitazione sull’uso e su chi può consigliare gli integratori, è importante che vengano assunti a seguito del consiglio di chi è competente in materia, e non su iniziativa personale o perché l’ha consigliato l’estetista, il parrucchiere o il vicino o la vicina di casa o compagna di palestra.
Quanti integratori assumere?
Pur essendoci un vuoto legislativo in merito a chi può consigliare un integratore bisogna stare molto attenti: si potrebbe credere che gli integratori non possano fare male, anzi, più se ne assumono, meglio è. ATTENZIONE: L’uso scriteriato di integratori può indurre degli effetti collaterali estremamente rilevanti quando vengono impiegati. Ad esempio l’eccesso di un integratore (vitamina D o E o B12, vitamina C), n particolar mondo in presenza di una disfunzione presente in chi li assume, può andare a creare squilibri metabolici ed ormonali. Inoltre

Oltre al semplice dosaggio è importante porre attenzione alla formulazione con cui l’integratore è stato preparato, lo zinco, così come il potassio o il magnesio o latri Sali minerali possono essere presenti con molte formulazione (sotto forma di carbonati o citrati, o ossidi, o acidi organici) con diversi livelli di assorbimento da parte dell’organismo. L’assunzione di alcuni preparati può interagire con altre sostanze sinergiche o antagoniste che ne possono amplificare o ridurre gli effetti. Il modo in cui è stato preparato l’integratore può variare molto l’assorbimento (incapsulato in modo che possa superare la barriera gastrica o ne consentano il rilascio prolungato o ritardato nel tempo). Preparati fitoterapici possono avere titolazione differenti dei principi attivi e quindi maggiore o minore efficacia.

Per tutte queste variabili e per gli effetti che gli integratori possono avere, è indispensabile che vengano consigliati da esperti che ben conoscano i principi attivi e che possano consigliare i corretti dosaggi e la durata della somministrazione

Quando assumere gli integratori?
per definizione l’integratore è una sostanza da usare nel momento in cui la persona non si riesce a ricavarle dalla normale alimentazione e ne presenta la carenza. Ma come facciamo a capire se è necessaria questa supplementazione? Ci sono parametri oggettivi a cui fare riferimento per capire se è necessario assumere degli integratori?

Un buon riferimento per capire se è presente uno stato carenziale sono gli esami del sangue è possibile capire se ci sia uno stato carenziale, ma non è né facile, ne diretto. Infatti i range di riferimento del laboratorio di analisi sono calcolati per una persona “media”: mediamente in salute, mediamente attiva, di età media. A a volte può capitare che per via delle fasi e delle problematiche, sia necessario integrare anche se i parametri sono nella norma e nel range di normalità.  Alcuni valori devono essere messi in relazione ad altri per poter decretare se ci sia effettivamente bisogno di supplementazione. Ad esempio, il ferro: avere il solo parametro della sideremia (ferro totale del sangue) deve essere messo in relazione ad altri esami per avere un quadro completo della situazione (emocromo completo, ferritina, transferrina, piastrine, a volte anche vitamina B12…). integrare il ferro quando non sia effettivamente necessario può diventare pericoloso, poiché è uno dei minerali più pro-ossidanti presenti in natura. Dagli esami del sangue non è possibile evincere qualsiasi tipo di carenza relativa all’alimentazione (di fibra, di fermenti lattici, di antiossidanti)

E’ compito del professionista, attraverso l’anamnesi del paziente della sua alimentazione, capire se sia necessario integrare, quanto e quando.

Serve davvero l’integrazione?
Non è facile rispondere e soprattutto senza contestualizzare la questione. Bisongna innanzitutto se la carenza verificata si può sopperire attraverso la normale alimetazione (la via che preferisco) oppure è comunque necessario ricorrere ad integratori.

È importante mettere in evidenza che in una società industrializzata il cibo è sempre più povero in nutrienti e sostanze attive, a favore di “calorie vuote”. Inoltre l’alimentazione di una persona media è molto monotona come qualità degli alimenti assunti molto spesso di produzione non locale, a meno di andare a ricercare i prodotti a Km 0. Pensiamo a quante tipologie di mele troviamo in negozio… la scelta si riduce a 5-6 varietà o meno. In realtà anche solo in Italia, la somma tra le varietà più conosciute e quelle appartenenti alle “razze antiche” superano il centinaio di varietà. La stessa cosa per le altre tipologie di frutta e verdura. Tutto questo in funzione della maggiore redditività e produttività di alcune varietà di frutta e verdura, e auindi con un occhio maggiore ai soldi rispetto alla salute. 

I metodi di coltivazione influenzano enormemente la quantità di antiossidanti, vitamine e Sali minerali. Un kiwi o una fragola o un mirtillo cresciuti naturalmente e raccolti nel momento di massima maturazione può contenere una quantità di 5-10 volte maggiore di vitamina C rispetto ad un prodotto di serra e  preparati per la grande distribuzione. L’insalata dell’orto contiene venti volte più acido folico di quella in busta lavata e pronta da consumare. I pesci di allevamento contengono acidi grassi molto differenti rispetto a quelli pescati e selvatici.

Oltre a ciò che è presente o meglio carente nel cibo si aggiunge il problema di assorbimento del nutriente stesso. Chi ha problemi di refluso gastrico e che utilizza un farmaco della gamma dei prazoli  ha delle forti difficoltà di assorbimento di vitamina B12, di ferro, vitamina D ed altri alimenti. A volte anche donne che si nutrono di alimenti ad alto contenuto di ferro, possono soffrite di anemia da carenza di ferro: il problema potrebbe essere correlato
In molti casi potrebbe essere necessario ricorrere ad un’integrazione specifica, perché il cambiare semplicemente l’alimentazione potrebbe non bastare.

nutrizionista Bologna, Diet Coach, Diete personalizzate

Nostri Servizi

Nutrizionista Bologna, Dietologo, Diet Coach

Compila il modulo per Informazioni e prenotare una Visita