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La dieta Lemme non è una vera e propria dieta ma come la definisce il suo “ideatore” è una filosofia alimentare. La dieta Lemme è molto nota al pubblico più per il circo mediatico che si è creata attorno al suo “ideatore” il farmacista Lemme, più che per le innovazioni apportate in campo alimentare. Si può classificare la dieta Lemme tra le svariate diete proteiche o iperproteiche che ormai affollano il mondo della nutrizione (Atkins, Dukan, VLCD, blackburn etc). Secondo Lemme, concetto ripreso e ribadito da molti dietologi e nutrizionisti, il cibo non è calorie ed una caloria non è uguale all’altra.

La dieta Lemme si prefigge un calo rapido di peso riprendendo concetti della cronobiologia (cicli ormonali all’interno della giornata) e in base al controllo insulinico.

La dieta Lemme non prevedere una restrizione quantitativa ma qualitativa degli alimenti suddividendoli tra permessi e non permessi. 

La dieta Lemme apparentemente, si oppone quindi al deficit calorico delle diete tradizionali, che sono considerate debilitanti.

Come funziona la Dieta Lemme?

L’alimentazione della Dieta Lemme richiede è basata su alimenti prevalentemente proteici e lipidici, quindi con un contenuto glucidico solo durante le colazioni (considera per apporto glucidico oltre a quello fornito da spaghetti al dente soprattutto quello delle verdure). 

Il primo obbiettivo è mantenere bassi i livelli di insulina e alti quelli di glucagone in modo tale da fornire i processi di dimagrimento. Nella prima fase dimagrante l’apporto glucidico è presente e non sempre a colazione (sotto forma di verdure, a volte cipolle a forno, a volta carciofi ed altre volte come spaghetti al dente senza sale etc), quando i picchi di cortisolo sono più elevati e quelli insulinici più bassi, ovvero nel momento in cui l’assorbimento cellulare è minore. 

L’approccio delle dieta Lemme, pur variando nella forma è simile ad altri approcci definiti chetogenici, in cui l’apporto glucidico rimane molto basso e determina la produzione di corpi chetonici a partire dai lipidi (contribuiscono al senso di sazietà) che divengono la fonte energetica principale.

La Dieta Lemme non prevede una limitazione nelle quantità, ma ha dei vincoli molto restrittivi sugli orari e sull’assenza di alimenti e condimenti tra cui sale (ritenuto come responsabile dell’aumento dell’indice glicemico) zucchero, aceto, alcolici, frutta e verdura (tranne che a colazione)

Come è strutturata la Dieta Lemme?

La dieta Lemme prevede una suddivisione in due fasi, concentrate entrambe su un rigoroso rispetto degli orari dei pasti  

Colazione: entro le 9:30

Pranzo: tra le 12:00 e le 14:00

Cena: tra le 19:00 e le 21:00.

La prima fase è la fase di dimagrimento in cui sono imposti vincoli restrittivi sulla qualità degli alimenti:

sono sempre vietati sale, zucchero, dolci, aceto e formaggi

vengono esclusi carboidrati, frutta e verdura dopo le 9 di mattina mentre al mattino  vengono date varianti (cipolle, carciofi, spaghetti, carne, pesce) sempre escludendo il sale anche nella cottura della pasta. Il principio base della dieta Lemme è che la verdura fa ingrassare.

Una esempio di dieta Lemme (tutti i cibi senza nessuna forma di sale aggiunto)

1° e 2° giorno:

COLAZIONE: tacchino + caffè

PRANZO: filetto di manzo + caffè

CENA: pesce spada + caffè

3° e 4° giorno:

COLAZIONE: pasta olio e peperoncino + caffè

PRANZO: petto di pollo + caffè

CENA: sogliola + caffè

5° e 6° giorno:

COLAZIONE: carciofi + caffè

PRANZO: fiorentina + caffè

CENA: orata + caffè

7° e 8° giorno:

COLAZIONE: uova + caffè

PRANZO: petto di pollo + caffè

CENA: sogliola + caffè 

La seconda fase della dieta Lemme è la fase di mantenimento che porta ad introdurre alcuni cibi esclusi in precedenza (tra cui la frutta)

Quali sono i pro ed i contro della Dieta Lemme?

Pro della Dieta Lemme

  • La perdita di peso nella dieta Lemme è veloce: dovuta alla forte perdita di liquidi per l’assenza di sale e alla chetosi che favorisce la combustione dei grassi.
  • La libertà nelle quantità anche se c’è solo una selezione di alimenti permessi
  • L’assenza di fame rispetto dovute ai forti picchi glicemici
  • L’euforia generale per i risultati
  • Sono stati commercializzati da Lemme alcuni prodotti per sopperire alle problematiche che derivano dalla dieta, ad esempio il “cacalem”

Contro della Dieta Lemme

  • La dieta Lemme non è consigliabile per tutti, perché può portare aggravare problemi già presenti o procurarne altri se la persona non è in buono stato di salute dato che i controlli se così li possiamo chiamare sono telefonici e la dieta Lemme è abbastanza generica.
  • La fama della dieta Lemme deriva dal presenzialismo del farmacista a programmi tv a livello nazionale (come quello di Barbara D’Urso) in cui in realtà non si parla mai del metodo, ma si vedono solo litigi basati sul nulla, tra chi è a favore e chi contro
  • La monotonia della dieta e soprattutto per l’assenza di sale i cibi diventano poco appetibili, per cui malgrado le quantità libere si è portati a mangiare poco.
  • La presunta validità nei confronti dei disturbi alimentari come la bulimia, sono dovuti al fatto che bloccando l’effetto insulinico, e diminuendo l’appetito ed il gusto dei cibi, la persona affetta da bulimia o iperfagia sarà portata ad avere meno appetito.
  • La forte perdita iniziale di peso è dovuta all’eliminazione dei liquidi, data la totale assenza di sale e la diminuzione di carboidrati durante la giornata
  • Tra i problemi della Dieta Lemme possiamo annoverare la  costipazione (per questo lemme consiglia il “cacalem”), ipotensione, possibili giramenti di testa, nausea etc
  • Può portare a molte carenze soprattutto vitaminica e di Sali minerali.
  • La dieta Lemme non educa le persone a livello alimentare e tra le altre cose considera le verdure in toto, additandole come responsabili anch’esse dell’ingrassamento
  • Il consumo molto elevato di carne e alimenti animali può causare sul lungo termine problematiche patologiche

PARERE DEL NUTRIZIONISTA

Ritengo Lemme, molto intelligente dal punto di vista del marketing, dato che ha creato dal nulla una società che fattura parecchi milioni di euro, anche grazie alle continue comparsate in tv in programmi visti a livello nazionale: vale sempre il principio, “che ne parlino bene o ne parlino male , purché ne parlino…” e su questo si basa buona parte del suo successo.

Considero che, la dieta Lemme, pur non essendo così nuova come idea (atkins aveva iniziato un primo approccio di questo tipo), ha come base un tipo di approccio non convenzionalmente riconosciuto ovvero che non sono tanto i grassi a fare ingrassare, ma sono gli ormoni stimolati dal cibo a fare ingrassare e dimagrire (nelle diete chetogeniche l’idea è proprio questa).

Lemme commette un grosso errore nel demonizzare ogni forma di verdura, in quanto è ben noto, sono proprio gli oligoelementi (oltre alle fibre), contenuti nelle verdure, se sane ovviamente, a preservare da diverse patologie. Inoltre dai recenti studi sul microbiota umano, i fenomeni putrefattivi del colon, legati alla degradazione delle proteine animali aumentano il rischio di cancro al colon e non solo.

Nel complesso consiglio una dieta più bilanciata e seguita da un Nutrizionista esperto.

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